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Anoressia nervosa

Approfondimenti

Anoressia Nervosa: solo regole ed obblighi!

Autore

Dott. Lorenzo Corzani

L’anoressia è un Disturbo della Nutrizione e dell’Alimentazione caratterizzato da:

• Restrizione alimentare;
• Abbuffate e/o condotte di eliminazione;
• Intensa paura di aumentare di peso o d’ingrassare;
• Comportamento che interferisce con l’aumento di peso, nonostante un peso
• significativamente basso;
• Anomalia nel modo in cui è percepito il peso e la forma del proprio corpo;
• Bassa autostima e perfezionismo.

Restrizione dietetica cognitiva

La restrizione alimentare è uno dei principali fattori di mantenimento di un disturbo alimentare.
Le persone con Anoressia Nervosa tendono ad autoimporsi una dieta caratterizzata da regole alimentari multiple, severe e altamente specifiche, con l’obiettivo di ridurre ciò che mangiano.
Di conseguenza, l’alimentazione diventa stereotipata ed inflessibile rendendo il
momento del pasto un’esperienza ansiogena e dominata dai sensi di colpa.

La persona con Anoressia non percepisce la dieta come qualcosa di dannoso perché:

• Stare a dieta è associato alla propria forza di volontà, autodeterminazione e
potere;
• Stare a dieta fornisce una forte sensazione di controllo.

Quali sono le regole?

• Cosa posso mangiare (o cosa non posso mangiare);
• Quando posso mangiare (o quando non posso mangiare);
• Quanto mangiare;
• Mangiare meno di chiunque altro;
• Mangiare solo dopo esserselo guadagnato, se è necessario, e se si è affamati.

Le persone che soffrono di anoressia sono fermamente convinte che esistano cibi buoni (dietetici) e cibi cattivi (ingrassanti).

Per questo motivo hanno una lista molto lunga di cibi che vengono evitati nelle loro diete, tra cui i cibi dal contenuto calorico incerto.
In realtà, non esistono cibi “buoni o cattivi”, dipende molto dalla quantità.

Inoltre, durante la giornata, non esiste un momento giusto o sbagliato per mangiare: non c’è nessuna significativa differenza nell’assorbimento energetico dei pasti durante il giorno. La persona che soffre di anoressia è convinta che dopo una determinata ora (per esempio, dopo le 21) non si debba più mangiare, perché non si avrebbe a disposizione il tempo per smaltire ciò che si è ingerito.

L’alimentazione posticipata, quindi, fa sì che si posticipino la cena o il pranzo fino ad un’ora oltre la quale ormai non è più possibile mangiare, poiché anche questa è un’altra regola da rispettare!
Ogni giorno viene stabilito anche quanto mangiare, in termini di calorie, apporto di
grassi, dimensione delle porzioni, numero di elementi (per esempio, tot numero di
biscotti).
In verità la giusta quantità di cibo da assumere è quella che permette di mantenere un peso stabile e sano, e che segue linee guida nutrizionali condivise.
La persona anoressica teme di mangiare di fronte agli altri; questa regola emerge dalla
convinzione che, le persone, notando che sta mangiando, giudicheranno questo fatto
come una prova di debolezza, di mancanza di volontà o di ingordigia.
Questo tipo di regola interferisce negativamente con il funzionamento sociale perché porta ad evitare quei luoghi in cui gli altri possono osservarci nell’atto del mangiare (per esempio, un ristorante).
Inoltre, la persona anoressica mangia solo se è necessario oppure dopo esserselo guadagnato in seguito ad un allenamento intenso.

Come rompere tali regole?

Per interrompere la restrizione dietetica cognitiva è necessario focalizzarsi sulle motivazioni che la guidano, in particolare le preoccupazioni relative alla forma del corpo e al peso e, successivamente, concentrarsi sulle regole alimentari.
È necessario affrontare i meccanismi cognitivi sottostanti. Dal momento che le regole hanno una natura dicotomica (tutto o nulla), l’obbiettivo è che venga individuato questo tipo di pensiero, messo in discussione e ristrutturato evitando l’autocritica.
Molte persone con anoressia hanno difficoltà ad affrontare qualsiasi cambiamento nel modo in cui mangiano, soprattutto, se c’è un certo grado di imprevedibilità (per esempio, se non è chiaro quando e dove si verificherà il prossimo pasto).
Tale incertezza non è tollerata, perciò se non vengono seguite le proprie regole meglio non mangiare affatto!
Perciò è importante esercitarsi a tollerare un certo grado di incertezza; è utile capire quali sarebbero le eventuali preoccupazioni che si attiverebbero se la persona anoressica infrangesse la sua regola.
Di solito, la paura principale è quella di ingrassare, ma siccome infrangere la maggior parte delle regole non provoca necessariamente un repentino aumento di peso o un’interruzione improvvisa della perdita di peso, la preoccupazione eccessiva di ingrassare della persona anoressica potrebbe essere razionalizzata.
Può essere molto utile, inoltre, ideare un piano di infrazione della regola: se un determinato cibo viene spesso evitato, provare a mangiarne un pezzo e vedere se realmente accade ciò che era tanto temuto.
Diventa necessario poi pianificare ulteriori episodi di infrazione della regola stessa fino a che infrangere quella regola non avrà più alcuna conseguenza negativa in termini di preoccupazioni o pensieri.

Bibliografia

• Dalle Grave, R. (2005). Terapia cognitivo comportamentale dei disturbi dell’alimentazione durante il ricovero. Verona: Positive Press.
• Dalle Grave, R. (2015). Alle mie pazienti dico… Verona: Positive Press;
• Fairburn, G. C. (2018). La terapia cognitivo comportamentale dei disturbi
dell’alimentazione. Trento: Erickson;
• Skarderud, F. (2007). Shame and pride in anorexia nervosa: a qualitative descriptive study. European Eating Disorders Review, vol. 15(2), 81-97;

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