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La Schema Therapy – un approccio psicoterapeutico focalizzato sulle emozioni

Approfondimenti

La Schema Therapy – un approccio psicoterapeutico focalizzato sulle emozioni

Autore

Marika De Maio

La Schema-Focused Cognitive Therapy (Young e coll., 1990-99) nasce dalla necessità di un nuovo approccio terpaeutico per la presa in carico di quei pazienti, le cui patologie non risultano trattabili attraverso la terapia cognitivo-comportamentale classica, come i Disturbi di Personalità e, in generale, tutte quelle patologie complesse, caratterizzate da problematiche psicologiche radicate. Si tratta di un modello teorico e di un approccio psicoterapeutico di tipo cognitivo-comportamentale, arricchito da elementi che derivano dalla Teoria dell’Attaccamento, dalla Gestalt e dalle terapie psicodinamiche e interpersonali.

Oltre ad essere molto utile per il trattamento dei Disturbi di Personalità (in particolare, Disturbi di personalità Borderline, Evitante ed Antisociale), la sua efficacia è dimostrata anche nel caso di patologie legate all’ansia e alla depressione, disturbi dell’alimentazione, problemi di coppia, prevenzione delle ricadute nel disturbo da abuso di sostanze e patologie psichiatriche croniche.

La Schema Therapy si basa sui bisogni emotivi universali, ovvero bisogno di sicurezza, stabilità, cura, accettazione, autonomia, abilità, senso di identità, di espressione delle proprie esigenze ed emozioni, di spontaneità e gioco e di limiti realistici che favoriscano lo sviluppo dell’auto-controllo. Questi bisogni emotivi ci accompagnano dall’infanzia per tutta la vita e il loro sano soddisfacimento, da parte dei genitori prima e in autonomia poi, garantisce il nostro benessere psicofisico.

Al contrario, il loro mancato soddisfacimento comporta uno squilibrio psicologico e l’insorgere di schemi maladattivi precoci (SMP), cioè ricordi, emozioni, convinzioni rigide e radicate relative a sé stessi, gli altri e il mondo. Gli SMP sono il risultato dell’interazione tra il temperamento, lo stile di attaccamento e il soddisfacimento o meno dei bisogni primari infantili.

Essi hanno la caratteristica di autoperpetuarsi grazie a tre meccanismi principali che l’individuo mette in atto: distorsioni cognitive, tali per cui vengono recepite solamente le informazioni che convalidano lo schema; stili di vita autodistruttivi, cioè coinvolgimento con persone e situazioni che innescano e mantengono lo schema; stili di coping disfunzionali, come resa, evitamento e ipercompensazione.

Gli SMP sono alla base dei “mode”, termine che indica l’insieme di schemi (stati emotivi, credenze, prospettive mentali), che si attivano in un determinato momento, per rispondere ad un evento (esterno o interno). In altre parole, si tratta della “modalità” di risposta all’ambiente (o a stimoli interni) che l’individuo mette in atto in base ai suoi schemi: si tratta quindi di stati emotivi, reazioni comportamentali, strategie di coping (adattive o maladattive).

Ognuno di noi sviluppa mode differenti, che prendono il sopravvento in determinate situazioni: ad esempio, ad un rimprovero si possono attivare il mode “contrattacco furioso” oppure “sottomissione incondizionata”. In soggetti senza disturbi psicologici i mode sono integrati nell’identità personale e volontariamente regolati, mentre chi soffre di disturbi di personalità tende ad essere dominato da essi, passando continuamente da uno all’altro inconsapevolmente in modo rapido e improvviso.

L’obiettivo della Schema Therapy è trasformare gli schemi maladattivi in schemi funzionali nel tentativo di diminuire la loro intensità e pervasività lavorando su tutte le aree (cognitiva, emotiva e comportamentale). Questo approccio si struttura in tre fasi: una prima fase di assessment e psicoeducazione, grazie alla quale il paziente individua e analizza i problemi e acquisisce consapevolezza dei propri schemi e modelli di comportamento (mode) e costruisce una buona relazione terapeutica; una seconda fase di trattamento, in cui attraverso diverse tecniche il paziente impara a correggere gli schemi e utilizzare modelli di comportamento e stili di coping più funzionali; infine, una terza fase di “autonomia”, dove i contatti con il terapeuta si diradano per dare spazio allo sviluppo di relazioni interpersonali sane.

La Schema Therapy integra tecniche esperienziali (tecniche immaginative e di role playing), volte a rielaborare traumi infantili (mancato soddisfacimento dei bisogni da parte delle figure genitoriali) e a riconoscere e gestire le proprie emozioni, con tecniche cognitive e comportamentali della terapia cognitivo-comportamentale classica, come il disputing, l’analisi dei pro e dei contro, le tecniche per aumentare le abilità sociali e le tecniche di attivazione e rilassamento.

Istituto Miller – Istituto di Psicologia
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